La Fabbrica dei Racconti
CLASSI QUARTE : IL PUPAZZO VIVENTE
Inizia Sc. Elem. Macello (TO)
Era dicembre .
In una
gelida notte il pupazzo di neve costruito da Roberto e Alice nel loro cortile cominciò a
prendere vita: si sfregò gli occhi, si stiracchiò un po' , si soffiò il naso a carota,
si aggiustò la sciarpa e il cappello e si mise a compiere i primi lenti e traballanti
passi nel buio.
Quando, la
mattina seguente, i due bambini si svegliarono , si accorsero che il pupazzo non c'era
più.
Poco dopo, mentre Alice stava giocando in
casa con le bambole, vide una strana ombra proiettata sul pavimento ed ebbe la sensazione
che qualcosa le stesse gocciolando sul collo, si girò di scatto e vide suo fratello con
un bicchiere d'acqua in mano!
- Mi hai
fatto prendere uno spavento: credevo fosse il nostro pupazzo di neve!- disse Alice.
- Ma cosa
vai a pensare! I pupazzi di neve non camminano! - rispose suo fratello, sghignazzando.
- Come mai
però, il nostro pupazzo non c'è più ?- ribatté Alice.
Poiché non
riuscivano a trovare una risposta accettabile, decisero di andare a raccogliere indizi sul
posto.
Scesero le
scale in punta di piedi , un po' impauriti perché sentivano aleggiare una certa aria di
mistero.
Andarono in
giardino dove avevano costruito il pupazzo, guardarono bene intorno e videro delle grosse
orme ovali che si dirigevano verso la porta della cucina.
Le seguirono ed entrarono
in cucina .
Le orme si
erano trasformate in una serie di piccole pozzanghere , intervallate da strani oggetti:
una sciarpa, un cappello, una carota, qualche bottone...
I due
fratelli si rivolsero un'occhiata eloquente , poiché avevano riconosciuto , in questi
oggetti , gli indumenti del loro pupazzo.
All'improvviso,
udirono un grande frastuono proveniente dal ripostiglio
Continua
Sc. Elem. Collodi Modulo (TO)
I due
fratelli si guardavano in faccia sbigottiti. Nessuno dei due aveva il coraggio di
avvicinarsi al ripostiglio. "Apri la porta" disse Alice con un soffio di voce a
Roberto.
"Aprila
tu, io ho altro da fare" rispose Roberto piuttosto seccato.
"Fifone!"
le sussurrò Alice.
"Dai,
armiamoci di scope e apriamola insieme" propose Roberto tutto agitato.
Aprirono lentamente la
porta dello sgabuzzino ma nessuno dei due ebbe il coraggio di accendere la luce.
Improvvisamente
si trovarono per terra tutti bagnati perché Boby, il loro cane, che era stato chiuso nel
ripostiglio, aveva finalmente trovato la libertà.
"Io sono tutta
bagnata!" disse Alice.
"Anchio"
protestò Roberto.
"Tutta
questacqua, non sarà mica la pipì del cane!?" urlò schifata Alice.
"No, potrebbe essere il
nostro pupazzo che si sta sciogliendo! Qui fa caldo!" la tranquillizzò Roberto.
I due fratelli si alzarono,
si annusarono a vicenda i vestiti e capirono subito che quellacqua non era pipì.
Accesero la luce e videro
che quel liquido per terra era azzurrissimo ma notarono anche che il freezer era aperto e
i cibi congelati erano spariti.
Chi aveva rubato tutto quel
ben di Dio che la mamma conservava nel freezer?
Era stato il cane o il
pupazzo?............ Dove era finito il pupazzo?
Continua
Sc. Elem. Riva (TO)
I due fratelli guardarono
meglio dentro il freezer e notarono che qualche cosa era
rimasta: pochi spezzatini di carne,
qualche cipolla e alcuni piselli. Accidenti !! Chiunque fosse stato almeno le cipolle
poteva finirle!
Poi videro altre chiazze
d'acqua che andavano nello studio del papà. Aprirono la porta e trovarono una scena
agghiacciante: il computer di papà era incastrato in un pezzo di ghiaccio, tutta la
collezione di farfalle era gelata ed un'enorme stalattite infilzava il televisore da 45
pollici !!
La finestra era spalancata,
Alice e Roberto uscirono sul balcone e videro una scia di neve sull'albero di pere
.Decisero di scendere in cortile per vedere dove era finita la strana creatura.
In cortile tornarono le
grandi impronte d'acqua che portavano alla gelateria .Alice disse: << Ma è
impossibile che sia entrato, non vedi.... la porta è chiusa !!>>
<< Ma la porta di
emergenza è aperta !!>> notò Roberto.
Entrarono in gelateria
sperando di aver finalmente raggiunto la creatura ma notarono subito che non c'erano più
i gelati e che anche i frappé erano finiti.
Alice, ad un tratto, vide
un'ombra e le corse dietro dicendole: << Ehi signore! Lei, lei, pupazzo! Chiunque
sia si fermi!>>
L'ombra si fermò per un
attimo, poi riprese a correre. Sembrava che giocasse a nascondino. Svoltò l'angolo e
sparì.
Dove era finito?
Continua Sc. Elem. Buriasco (TO)
Alice e Roberto, dopo lunghe
ricerche, ritrovarono le impronte del pupazzo nel cortile di una grande casa, dove
abitavano due loro amici, Susanna e Mattia.
I bambini entrarono nel cortile e videro che
le impronte del pupazzo ad un certo punto erano confuse.
Suonarono il campanello e
Susanna venne ad aprire .
Nel cortile della loro casa,
vicino ad un cespuglio, i due bambini avevano già fatto un bel pupazzo, perché la notte
prima la neve era caduta abbondantemente e avevano messo una lattina di coca - cola al
posto del naso.
Roberto e Alice chiesero ai
loro amici se avevano visto qualcuno aggirarsi nel loro cortile.
Gli amici risposero che non
avevano visto nessuno.
Alice e Roberto si misero a
giocare con i loro amici, dimenticandosi così del pupazzo.
Il sole stava calando dietro
ai monti e alcune nuvole si erano tinte di rosa.
Il pupazzo incominciò ad
avere sonno, iniziava a diventare notte. Stanco si appoggiò all'altro pupazzo che era nel
cortile, per sentirsi meno solo, sciogliendosi un po'.
Il mattino seguente...
Continua
Collodi Tempo Pieno (TO)
il pupazzo si svegliò molto
presto e si accorse che si stava sciogliendo, allora prese la neve dallaltro pupazzo
e si ricostruì.
Poi vide che stava sorgendo
il sole, iniziò a cercare disperatamente un posto freddo dove passare il giorno per non
rischiare di sciogliersi.
Iniziò a girare per la città e ad un certo punto vide una
macelleria e si accorse che il macellaio era uscito per prendere dei pezzi di carne da un
camion, il pupazzo entrò dentro al negozio e si nascose dentro una cella frigorifera,
pensava di aver risolto il suo problema.
Intanto Alice e Roberto
continuavano le loro ricerche anche se pensavano che il pupazzo ormai fosse sciolto, la
mamma li mandò a comprare la carne. Combinazione i due andarono dal macellaio che già
conosciamo, lui aprì la cella frigorifera per prendere un pezzo di carne e urlò:"
Aiuto un pezzo di ghiaccio cammina".
I due bambini subito
accorsero e videro il loro pupazzo di neve, cercarono di acchiapparlo ma lui era troppo
veloce e i bambini non riuscirono a fermarlo. Alice
e Roberto si lanciarono allinseguimento,
ma lo persero di vista.
Il pupazzo stanco si
appoggiò ad un muro e cominciò a perdere acqua, stava sciogliendosi perché faceva
caldo. Cominciò a camminare e vide il palazzetto del ghiaccio, sentì subito unaria
fredda e vide ai bordi della pista un cumulo di neve, si buttò dentro, confondendosi con
laltra neve. Da lì poteva vedere i bambini che pattinavano, nel pomeriggio
arrivarono anche Alice e Roberto; il pupazzo andò in uno sgabuzzino, lì trovò dei
pattini e una divisa da hochey, la indossò e iniziò a pattinare.
Continua Sc. Elem. Valli di Chioggia (VE)
Ad un certo punto si sentì così bravo che
cominciò a far delle acrobazie .
Prima pattinò con una gamba
, poi con l' altra finchè come una farfalla fece un volo verso il cielo , ma cadde
pesantemente, sulla pista rompendosi in molti pezzi. Rimasero intatti solo la testa con i
suoi occh.... bottoni tristi che fissavano il soffitto . I bambini accorsero per
ricomporlo ma le loro mani calde non fecero che peggiorare la situazione. I suoi bottoni
si inumidirono e cominciò a piangere disperato . Alice e Roberto pensarono di correre a
prendere altra neve ma fuori il sole l'aveva sciolta tutta .
Proprio in quel momento
suonò la sveglia che li chiamava per andare a scuola . Era stato tutto un sogno! Corsero
alla finestra e videro il loro pupazzo ancora più grosso e appesantito dalla neve caduta
nella notte. Si guardarono e gridarono forte HURRAAA!